Peter Greenaway and Baroque cinema

« Apparently Rembrandt once said : ‘If you have eyes, that does not mean that you can see.’ When one is a child, one learns the alphabet. As an adolescent we enrichen our vocabulary and our concepts. As an adult we continue this process; but visually, we remain illiterate. Our capacity to construct images has not been cultivated, and remains impoverished forever. We value text and neglect the image.»

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The “Kabarett der Namenlosen”

In the midst of all this, a young sailor in tired makeup leans on his elbows on an upright piano; next to him is a violinist with pink hair wearing a kimono with decomposed embroideries; a slumped blond colossus in nothing but tiny gold shorts seems to be subjected to the oral hommages of an entirely nude girl in an inglorious position, her red hair artistically mussed, wearing the same mascara as the night before. An exotic creature, coiffed like an Egyptian deity, seems to be waiting for a tarot reading (or a séance?), and finally a girl in a white gown trembles on her leather armchair, a tourniquet tightened on her arm, alone with her phantoms and her needles…

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Seventies does Thirties

The Seventies was not simply a jumble of absurd bell-bottoms, corduroy, huckapoo shirts, big hair and bigger mustaches, guitars and bongo drums. There was also an elegant and particularly refined Seventies, which called upon precious materials and exquisite cut, and was allied with an older way of conceiving the masculine garment. This same modus vivendi breathed it’s last sighs during this colorful decade, and while the faded glories of dandyism passed away, new elegants showed their bright young faces in the magazines, visibly inspired by masters of the past.

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Vietato l’ingresso

Mentre il direttore del parco li scortava verso l’automobile, la scornatissima signora gli aveva fatto notare quanto buffo fosse il fatto che stessero cacciando loro, coperti dalla testa ai piedi di stoffe eleganti e preziose, mentre la gente in infradito e t-shirt fluorescenti se ne entrasse tranquillamente al parco senza alcun problema. Al che il direttore spiegò loro che poco tempo prima v’era stata una coppia che era entrata, ed erano vestiti da coccinella e ape gigante… “Loro, dice il direttore, sono stati più ragionevoli di voi e sono andati a cambiarsi”.

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Il gagà, saggio sull’abuso dell’eleganza

E’ finalmente uscito “Il gagà, saggio sull’abuso dell’eleganza”, un saggio dedicato alla storica figura del gagà, “cugino di campagna del dandy”…

Chi è il gagà? Che cosa fa il gagà? Tutti ne parlano, tutti ne hanno visto almeno uno, una volta. C’è chi ha uno zio celibe e sempre troppo elegante che in famiglia tutti chiamano gagà, o c’è chi si ricorda del nonno, sposatosi ben sei volte volte, con la sua tremenda collezione di cravatte dipinte a mano…

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Introduzione a “Il dandy e il blu” di Ivano Comi

Gentili lettori,
da qualche anno ricevo domande sul come e dove procurarsi alcuni dei miei testi, specialmente quelli pubblicati anni fa con Ivano Comi, autore tanto segreto quanto prezioso di libri oramai quasi introvabili. Facendo le debite ricerche in Internet è possibile procurarsene ancora molti, di quei testi, che furono stampati in un numero spesso assai limitato di esemplari.

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Dandy Moderni

Dandy moderni e altri scritti sull’eleganza” è un libro raro e prezioso.

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