“Monsieur”, una rivista di moda maschile del 1920

Il trio era consapevole che Monsieur sarebbe stata una testata dedicata alla crema benestante parigina (e quindi europea), ai dandies del teatro, del cinema, della musica, della letteratura e dell’arte; si dovette riconoscere il fatto che soltanto quest’élite, all’epoca selezionata da meriti d’educazione, prestigio familiare e marginalmente dal conto in banca, era in grado di apprezzare ed anzi meritava una rivista lussuosa come lo era il loro stile di vita.

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Gli anni ’30 Settanta

Gli anni Settanta non furono solo un’accozzaglia di assurdi pantaloni a zampa d’elefante, velluti a coste larghe, colletti a spatola, capelloni e baffoni, chitarre e bonghi. Esisté un lato elegante e particolarmente raffinato, materiali preziosi e tagli eleganti che andavano di pari passo con una maniera di pensare l’abbigliamento maschile antica. Questo modus vivendi esalò gli ultimi respiri proprio in questo colorato decennio, e mentre le vecchie glorie del dandysmo passato morivano per davvero, nuovi eleganti facevano capolino tra le pagine dei rotocalchi, visibilmente ispirati dai maestri del passato.

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Il Kabarett der Namenlosen

Nel ben mezzo della sala : un giovane marinaio col trucco un po’ affaticato giace mollemente accanto al pianoforte, accanto a lui una violinista dai capelli fucsia indossa un vecchio vestito cinese, dai ricami decomposti ; sul canapé, un colosso biondo coperto da un pantaloncino dorato subisce fiaccamente gli omaggi orali di una ragazza, completamente nuda in una posa triviale, i capelli rossi artisticamente scarmigliati, lo stesso mascara della sera prima. Una creatura esotica, con un costume da divinità egizia, pare attendere qualcuno per una seduta di tarocchi (o spiritica?), e, infine, una ragazza in abito bianco trema convulsamente nella sua poltrona di cuoio, un laccio legato all’avambraccio, sola coi suoi fantasmi e i suoi aghi…

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