Gli anni ’30 Settanta

Le fluttuazioni della moda, si sa, seguono diagrammi misteriosi illeggibili ai più. Quello che generalmente ci sorprende sono i ritorni ripetitivi di certe tendenze e di certi stili in voga decenni prima : generalmente a causa di un film, di uno stilista, e di un certo modo di sentire e di spiegare il mondo attraverso la lente deformante del presente che ci fa credere in una speciale sintonia con le persone di un’epoca passata – spesso grazie o a causa delle interpretazioni degli storici di un dato periodo (o non si spiegherebbe perché il recupero del passato avviene sempre da parte di una società che quel passato non lo ha mai vissuto).
Accadde infatti brevemente, negli anni Settanta e specialmente in Inghilterra, Francia e Italia, un breve ritorno della moda degli anni Trenta, ovviamente rivista secondo i nuovi canoni di stile.
Gli anni Settanta furono uno degli ultimi periodi barocchi fiammeggianti della moda. Non soltanto femminile, ma anche e forse soprattutto maschile : come direbbe Giancarlo Maresca, il canone era “corinzio”. Revers esagerati, spalle a pagoda, girovita e fianchi strettissimi, pantaloni attillati e laghi in fondo di modo da dare più movimento alla figura e, in qualche maniera, equilibrarla. Tutti stilemi già visti negli anni Trenta, se non che vennero ridisegnati in maniera quasi caricaturale rendendoli di tendenza.

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By Chris von Wangenheim.

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flannel suit knit jersey shirt, sweater Larry Kane for Raffles Wear On Pat Cleveland Scott Barrie for Barrie Sport shoes Mario Valentino earrings Kenneth J. Lane. Photo by Barry McKinley.

Possiamo dire molto sulla moda di questo decennio, che ha molti detrattori. I pretesi gentlemen individuano negli anni Settanta il peggio del peggio che la moda maschile abbia mai osato inventare, un decennio in cui si raggiunsero “eccessi di ogni genere”. Lodi di tal genere sono state espresse da signori che furono giovani ben prima degli anni Settanta, come Giovanni Nuvoletti, o da signori che nel ’78 pensavano più alla politica che al colore della giacca da mettere la sera.

Karl Lagerfeld.

Karl Lagerfeld by Ron Galella.

Gli anni Settanta non furono solo un’accozzaglia di assurdi pantaloni a zampa d’elefante, velluti a coste larghe, colletti a spatola, capelloni e baffoni, chitarre e bonghi. Esisté un lato elegante e particolarmente raffinato, materiali preziosi e tagli eleganti che andavano di pari passo con una maniera di pensare l’abbigliamento maschile antica. Questo modus vivendi esalò gli ultimi respiri proprio in questo colorato decennio, e mentre le vecchie glorie del dandysmo passato morivano per davvero, nuovi eleganti facevano capolino tra le pagine dei rotocalchi, visibilmente ispirati dai maestri del passato.
Le riviste di moda, per una volta, furono al passo coi tempi: fotografi più o meno famosi  (Barry McKinley, Helmut Newton, Chris von Wangenheim, David Bailey …) presero a comporre immagini di una bellezza un po’ camp e un po’ provocatoria. Accanto a top-model come Pat Cleveland e Jerry Hall vestite come se avessero preso cocaina e LSD su un set di cinema muto, apparvero eleganti bellimbusti strizzati in doppipetti dai revers immensi, strangolati da papillons di velluto, piegati a dipingere unghie dei piedi o a servire da scrivania. Anche questo è anni Settanta, si.

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Dior 1974.

Top coat with matching trousers by Kenneth Mark of Paris. Cashmere turtleneck by Dimitri of Italy. Kidskin gloves lined in silk by Mark Cross. The High-style of low-key plaid is reflected in the windowpane check wool overcoat by Dimitri of Italy. Soft wool slacks by Raphael.

Top coat with matching trousers by Kenneth Mark of Paris. Cashmere turtleneck by Dimitri of Italy. Kidskin gloves lined in silk by Mark Cross. The High-style of low-key plaid is reflected in the windowpane check wool overcoat by Dimitri of Italy. Soft wool slacks by Raphael. Photo by Bob Stone.

L’uomo di gusto degli anni Settanta non si lasciava andare a vezzi traumatizzanti come le camicie con lo sparato di pizzo (magari bordato di nero), né indugiava di fronte ai completi in fibre plastiche, né si lasciava tentare dagli stivaletti di pitone compensati con tanto di pesci rossi nella zeppa trasparente… Il dandy degli anni Settanta sapeva scegliere con gusto ciò che il bazar della moda dell’epoca proponeva; le foto che corredano questo articolo vogliono dare un’idea di questo particolare understatement nella flamboyance.
Il barocco anni 30 Settanta fu infatti una serra splendida capace di far rivivere un po’ di dandysmo alla maniera wildeiana : raffinatezza ed eleganza con un tocco di eccentricità permesso ed apprezzato. Il gusto prezioso tipico di questo decennio illuminò ancora una volta le fantasie maschili in fatto di abbigliamento prima di spegnersi sommessamente verso l’inizio degli anni Ottanta.
Alcuni nomi restano celebri : Tom Gilbert, Doug Hayway, Tommy Nutter furono i famosi sarti londinesi inventori di uno stile particolarmente « vintage ». Gli eleganti dell’epoca furono Cecil Beaton, Peter Coats, Jacques de Bascher… In Francia, alcuni stilisti come Yves-Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Manolo Blahnik furono fieri rappresentanti di questo stile.

I riferimenti non si limitarono agli anni Trenta, strettamente parlando. Il recupero del vintage toccava in verità lo stile maschile compreso tra il 1900 e il 1940. L’abbigliamento del moderno gentleman andava di pari passo con la riscoperta delle decorazioni dei ristoranti parigini della Belle Epoque, degli abiti hippy a motivi William Morris, e di ciò che il mondo del cinema aveva cominciato a proporre in quel momento.

 

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Claudia Jennings, Photo by Mario Casilli, 1974.

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flannel suits: H. Borenstein, tie: A. Rivets of Boston, bow tie: Berkley Cravats. Photo by Barry McKinley.

Il cinema infatti si appropriò velocemente della nuova moda : molti dei film che vedono protagonista Helmut Berger (La caduta degli Dei primo fra tutti) sono perfettamente in sintonia. Ma sarà bene citare Il conformista di Bertolucci, primo nel suo genere a dare il la in Italia a questa moda, che sfociò in una vera e propria estetica cinematografica a parte, specialmente in film « in costume » come Pretty Baby, The Boyfriend, Valentino, Cabaret, Salon Kitty, Marlowe poliziotto privato, Chinatown, Lucky Lady, La stangata, Misfatto bianco, la serie di Poirot con Peter Ustinov protagonista, nonché Il Grande Gatsby (con gli abiti disegnati da Ralph Lauren, il must dello chic anni 30 Settanta).

Yves-Saint Laurent.

Yves-Saint Laurent by David Bailey.

Jacques de Bascher e Karl Lagerfeld in una foto di Newton,

Jacques de Bascher e Karl Lagerfeld in una foto di Newton.

Helmut Berger in La caduta degli dei.

Helmut Berger in La caduta degli dei.

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Anjelica Huston and Manolo Blahnik, Vogue, 1974.

Anjelica Huston and Manolo Blahnik, Vogue, 1974.

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By Chris von Wangenheim.

Abito di Yves-Saint Laurent.

Abito di Yves-Saint Laurent.

Jacques de Bascher.

Jacques de Bascher.

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Pubblicità androgina di Serge Lutens.

Pubblicità androgina di Serge Lutens.

Karl Lagerfeld.

Karl Lagerfeld.

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By Chris von Wangenheim.

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By Chris von Wangenheim.

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Him: Oscar De La Renta. Her: Scott Barrie gown, Barlan fur boa and Henri Bendel sandals.

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By Chris von Wangenheim.

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By Chris von Wangenheim.

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By Chris von Wangenheim.

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Mr. Fish, 1969.

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By Chris von Wangenheim.

Oscar de la Renta nel 1985.

Oscar de la Renta nel 1985.

Karl Lagerfeld.

Karl Lagerfeld.

A questo particolare periodo della moda maschile è stato dedicato un bel libro : The Day of the Peacock, Style for Men 1963-1973, di Geoffrey Aquilina Ross.

Anni fa scrissi per Rocaille un articolo in due parti sul mondo elegante degli anni Settanta parigino (La belle époque del Palace)  e su uno dei suoi più discussi protagonisti, Jacques de Bascher.

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#anni settanta#anni trenta#camp#dandy#jacques de bascher#moda

Comments

  1. Fabrizio - 19 ottobre 2016 @ 14 h 27 min

    Sempre bello ritrovasi a parlare della varietà di questa decade chiassosa e stimolante. Bravo’!

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