Il Kabarett der Namenlosen

Qualche tempo fa, venni contattato dal cantante e performer Le Pustra per disegnargli le pubblicità del suo nuovo spettacolo, ispirato alle atmosfere della Berlino decadente degli anni Venti. Ammiratore da tempo del talento di Josef Fenneker (ne ho scritta una breve biografia per Rocaille qui) accettai volentieri la commissione, il cui risultato potrete vedere al fondo della pagina. Due settimane fa mi sono poi recato a Berlino, curioso di vedere lo spettacolo…

Mama Ulita, la garçonne.

Mama Ulita, la garçonne.

Willkommen, bienvenue, welcome…

Le porte del cabaret si aprono, scoprendo dinnanzi a noi uno spazio debolmente illuminato di rosa e di giallo ; la nebbia satura lo sguardo, è difficile misurare l’ampiezza del locale, che indoviniamo vasto. Aggomitata al bar, una maschietta in smoking vi scruta con un disprezzo talmente ben finto da risultare sexy. I tavolini presentano ciascuno un vecchio telefono laccato di nero con un numero, scritto molto grande su di un lampioncino illuminato, che permette ai clienti di chiamare un altro tavolo e, eventualmente, fare conversazione…

Nel ben mezzo della sala : un giovane marinaio col trucco un po’ affaticato giace mollemente accanto al pianoforte, accanto a lui una violinista dai capelli fucsia indossa un vecchio vestito cinese, dai ricami decomposti ; sul canapé, un colosso biondo coperto da un pantaloncino dorato subisce fiaccamente gli omaggi orali di una ragazza, completamente nuda in una posa triviale, i capelli rossi artisticamente scarmigliati, lo stesso mascara della sera prima. Una creatura esotica, con un costume da divinità egizia, pare attendere qualcuno per una seduta di tarocchi (o spiritica?), e, infine, una ragazza in abito bianco trema convulsamente nella sua poltrona di cuoio, un laccio legato all’avambraccio, sola coi suoi fantasmi e i suoi aghi…

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Pustra toglie il cappotto di pelliccia a Lada Redstar. E’ il segnale d’inizio dello show…

Charly Woodoo, pianista e performer parigino, nel ruolo del Marinaio.

Charly Voodoo, pianista e performer parigino, nel ruolo del Marinaio. (Foto di Maizuker).

Lada Redstar nel ruolo della Prostituta.

Lada Redstar nel ruolo della Prostituta.

Shir-Ran Yinon, la violinista.

Shir-Ran Yinon, la violinista.

Suri Sumatra è la Veggente.

Suri Sumatra è la Veggente. Tiene in mano un tarocco di Josef Fenneker.

Il tableau vivant non è tuttavia completo senza il personaggio principale, il felpato animatore del Kabarett : Mr Pustra stesso, creatura dal sesso incerto, una sorta di Pierrot vestito da dandy, che canta con cinismo disperato una canzone che gli amatori non avranno difficoltà a riconoscere : « The morning after the day before », tratta dal Salon Kitty di Tinto Brass.

Le Pustra.

Le Pustra.

Le Pustra e Miss Annabel.

Le Pustra e Miss Annabel.

Julietta La Doll. Foto di Daggi Binder.

Julietta La Doll. Foto di Daggi Binder.

Una Berlino decadente e sensuale

Il la è stato dato. Tutto è più chiaro ora : siamo a Berlino negli anni Venti, l’epoca detta della Repubblica di Weimar, un’epoca ricca di contrasti, arte, e violenza. Un’epoca senza tabù e senza morale, così ben analizzata da Siegfrid Kracauer in La massa come ornamento che avrei delle difficoltà a riassumere qui. Il libro di Mel Gordon Voluptous Panic potrebbe essere il libretto di questo « Kabarett der Namenlosen » di cui Pustra è il creatore, un sogno che ha impiegato anni a poter realizzare. Nulla viene lasciato al caso: citazioni cinematografiche, storiche, e ovviamente musicali (riconosciamo melodie di Kurt Weill, Micha Spoliansky, Friedrich Hollaender…).

I personaggi rappresentano in pieno quest’epoca di decadenza spensierata : altre figure, del resto, s’aggiungono gli attori prima descritti durante la rappresentazione. Una grossa cantante americana con un cloche troppo poccolo pare uscire direttamente dai disegni di Grosz ; una bionda telefonista erotica, coperta solo dai fili di perle ; un « sonnambulo » espressionsita un po’ ridicolo assai ispirato dal Cesare del Dr Caligari, e infine una diva schizofrenica desiderosa di separarsi dalla propria testa con a un grosso coltellaccio da macellaio. Senza dimenticare la vecchia Anita Berber, che vediamo masturbarsi con caricaturale libidine in uno scatolone di cartone.

Bridge Markland, Reverso e Julietta La Doll.

Bridge Markland, Reverso e Julietta La Doll.

La famosa attrice e mimo Bridge Markland interpreta la scandalosa Anita Berber, protagonista dell'era di Weimar.

La famosa attrice e mimo Bridge Markland interpreta la scandalosa Anita Berber, protagonista dell’era di Weimar.

Marcus Mundus, fisarmonicista e rappresentante della buona salute fisica tedesca.

Marcus Mundus, fisarmonicista e rappresentante della buona salute fisica tedesca.

Reverso s'incipria.

Reverso s’incipria.

Vicky Butterfly in tutto il suo splendore.

Vicky Butterfly in tutto il suo splendore.

Tutti questi personaggi si mischiano, si incrociano, si baciano, si producono e si espongono a noi nella loro laida bellezza, nella loro imbarazzante sfrontatezza, nella loro sessualità multipla e mai soddisfatta. Soffrono il poter accontentare subitamente i loro piaceri – poiché qui, tutti sanno che la fine è per domani : « They say that all things / must have an end, / that broken bones / and broken hearts / take oh so long to mend »…

Reverso poco prima del suicidio. Foto di Maizuker.

Reverso poco prima del suicidio. Foto di Maizuker.

Mama Ulita, foto di Daggi Binder.

Mama Ulita, foto di Daggi Binder.

Foto di Daggi Binder.

Foto di Daggi Binder.

Non è burlesque, non è teatro. Questo affresco, sensuale e disturbate al contempo, è più una pantomima di volta in volta eccitante, angosciante, divertente, con musica dal vivo e qualche monologo. Pustra non prova solo a divertirci, ha voluto fare di più : immergere il pubblico in quest’epoca così particolare che fu il preambolo del nazismo. Pustra riesce là dove altri registi coi medesimi intenti hanno fallito, e la scommessa è vinta : il suo spettacolo è magnifico e ameremmo rivederlo, e non soltanto a Berlino. Che possa viaggiare a Londra, Parigi, Roma… ! Poiché solo l’arte merita tanti sforzi e riconoscimenti, e Pustra è un vero artista.

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Mama Ulita e Lada Redstar.

Mama Ulita e Lada Redstar.

Reverso in una foto di Ben Asif.

Reverso in una foto di Ben Asif.

Pustra danza. Foto di John Mortimer.

Pustra danza. Foto di John Mortimer.

Mama Ulita.

Mama Ulita.

Mama Ulita al bar.

Mama Ulita al bar.

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Olio su tela di Ella Guru.

Olio su tela di Ella Guru.

Julietta La Doll telefonista erotica.

Julietta La Doll telefonista erotica.

Julietta La Doll.

Julietta La Doll.

Charly Woodoo.

Charly Voodoo.

Bridge Markland.

Bridge Markland.

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Foto di Ben Asif.

Foto di Ben Asif.

Pustra fotografato da Ben Asif.

Pustra fotografato da Ben Asif.

Suri Sumatra. Foto di Daggi Binder.

Suri Sumatra. Foto di Daggi Binder.

Foto di Daggi Binder.

Foto di Daggi Binder.

 

Intervista con Le Pustra sul sito Rocaille.it

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Per poter realizzare la prossima edizione del Kabarett del 2017, Pustra ha fondato una campagna di crowfunding. Aiutatelo a realizzare ancora questo magico spettacolo!

Il “Kabarett der Namenlosen” si è tenuto a Berlino dal 16 al 21 Settembre 2016, al Ballhaus Berlin.

Il “Kabarett der Namenlosen” ha una pagina Facebook e una pagina Instagram ricca d’immagini.

Per le prossime edizioni, iscrivetevi alla pagina Facebook!

Il Ballhaus Berlin

Il poster del Kabarett, disegnato da me.

Il poster del Kabarett, disegnato da me.

Poster disegnato da me per la seconda edizione del Kabarett.

Poster disegnato da me per la seconda edizione del Kabarett.

Ritratto di Anita Berberm di Otto Dix, 1925.

Ritratto di Anita Berberm di Otto Dix, 1925.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Ecce Homo, di George Grosz, 1923.

Metropolis, di Otto Dix.

Metropolis, di Otto Dix, 1927.

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